Human Library: la libreria umana del Monviso e il ritratto di Moira Franco

di Aldo Macchi, Direttore ArCo

La differenza tra sentire e ascoltare, è un po’ la stessa che c’è tra sfogliare e leggere. La Human Library è quel momento in cui ascolti come se stessi leggendo. Ti siedi di fronte a una persona e lasci che la sua storia ti avvolga, ti permei. È un audiolibro senza cuffie, è uno sguardo che ti entra dentro e ti porta lontano. È un’esperienza piuttosto totalizzante e non ci stupisce che, come progetto sociale. sia nato nel nord Europa, con lo scopo di affrontare i pregiudizi delle persone aiutandole a parlare con coloro che normalmente non incontrerebbero.

Viaggiando all’interno dell’arte, è anche come un ritratto, che assume sfumature di personalità ad ogni pennellata. Un discorso, quello dell’arte e dei ritratti che non può che appartenere a un’artista come Moira Franco, un libro umano della comunità di Ostana, sulle sponde delle vette del Monviso. Una storia fatta di diversi capitoli: 

  • La forza della montagna
  • Relazionarsi con un ritratto
  • La bellezza
  • L’ambiente
  • Il futuro con gli occhi di un bambino
moira franco

La forza della montagna 

Karma Clima ha deciso che tutto questo sarebbe stato troppo semplice, e ha così la particolarità di avere due elementi in più rispetto a quanto descritto fino a qui: interamente scritto in diverse residenze artistiche, con studi mobili, allestiti laddove la vita ha pensato altro per quei luoghi, e un album decisamente differente rispetto a ciò a cui i Marlene Kuntz hanno abituato i propri fan.

La band ha deciso di dare una nuova vita all’architettura delle loro canzoni, fin dalla fase delle composizioni. Per farlo, senza che fosse una follia, c’è da subito stato bisogno di alcuni paletti in grado di offrire un appiglio nei momenti di fatica.

Identico non significa identitario, e diverso non significa migliore o peggiore. Ecco, dunque, la ricerca di suoni nuovi, che fossero semplicemente un diverso modo di essere Marlene. Sempre fedeli a sé stessi, ma con un linguaggio differente. Come un borgo che viene ricostruito per resistere all’abbandono diventando un riferimento per il futuro. Come una birra che fermenta lentamente per diventare una bevanda unica, ed essere paragonata a uno champagne grazie all’intuizione di chi, prima di tutti, ha creduto in quello che il tempo avrebbe fatto emergere. Come un insieme apparentemente isolato di case che lottano per resistere: resistenza in ogni sua forma, resistenza che diventa accoglienza, cultura, vita.

Per poter cambiare, serve sapere chi sei. E in questo la band ha espresso una consapevolezza fondamentale per iniziare questa esperienza che, soltanto nei primi mesi, ha già raccolto tanti contributi esterni, sostegno, partecipazione. Tanto dal contesto artistico, quanto territoriale e di affetto della gente. Karma Clima deve esprimere il valore della resistenza al declino climatico dei nostri tempi. Una risposta alla deriva individualista delle nostre società. Una riscoperta dei valori di collettività, di arte, di intimità e condivisione. Una call to action, ma anche uno specchio di chi siamo oggi. I monti cuneesi come sfondo, e le sessioni in studio come check quotidiano di dove si è arrivati.

La sfida per il clima è fatta di tanti piccoli, fondamentali, costanti passi per migliorare la nostra quotidianità e permetterci di avere un domani. Dobbiamo sradicare le nostre abitudini, arrivare al problema, affrontarlo e cambiare il nostro approccio alla vita. Senza aspettarci che ci sia qualcun altro a farlo, ma perché convinti che è l’unica cosa giusta da fare per avere una speranza.

moira franco

Relazionarsi con un ritratto

Per la mia arte e i miei ritratti ho iniziato a scegliere persone vicine a me, poi ho iniziato a essere incuriosita un po’ da tutti, anche le persone che incontravo lungo il cammino.  Questo, per me che vivo isolata, è stato un modo per relazionarmi con gli altri. Nel silenzio del mio studio, la persona che ritraggo è di fronte a me, non ho nemmeno uno specchio. Lo specchio è proprio il nostro relazionarci e il ritratto diventa un indagare l’altro e, allo stesso tempo, vedere me stessa in quello che faccio. Nella mia arte il ritratto entra in contatto con la natura. L’interazione del ritratto con la natura, in questo caso, diventa proprio un elemento simbolico che rappresenta l’interiorità della persona. È qualcosa che ha a che fare con gli archetipi e con l’anima della persona. Per questo si crea una relazione, perché il ritratto non indaga solo l’esteriorità ma, grazie all’incontro con la natura, si va oltre.

A questi lavori ho dato il nome “Iceberg”. Il fulcro della mia attenzione, per rappresentare al meglio il volto di una persona è l’occhio. Tutto ciò che ha a che fare con l’ambiente o con lo spazio/tempo lo trovavo quasi disturbante. Col tempo ho iniziato a togliere sempre più elementi che potessero ricondurre, appunto, a uno spazio tempo, arrivando al punto di immergere queste figure nell’acqua.

L’acqua diventa in questo caso simbolica, perché è ciò che dissolve ma anche ciò che conduce. L’acqua viene intesa come elemento e queste persone immerse rappresentano la minima parte di quello che emerge di una persona normalmente. Anche a noi stessi a volte siamo sconosciuti, così il ritratto immerso rappresenta l’immensità che c’è dietro, che è quasi inarrivabile.

Tutti gli elementi che metto intorno a questo, gli animali o le costellazioni, rappresentano tutto un universo intero che c’è dentro a una persona che è riflessa al suo interno.

Il mio percorso artistico si è evoluto: è partito dal ritratto e ha avuto diverse interazioni. Ora è un mondo solo parzialmente reale, popolato da figure anche inventate, fantastiche o comunque animali. Il mio percorso artistico sicuramente potrà cambiare ancora, a seconda di quello che capiterà sul mio percorso, non ho così chiaro quello che succederà.

moira franco

La bellezza

Ho scelto di vivere in un posto pieno di spunti da cui attingere bellezza, per farla mia e per poter poi ricrearla nella mia vita. Allo stesso tempo è importante per me creare la bellezza in qualsiasi cosa che faccio. Perché bellezza vuol dire armonia, ma vuol dire anche autenticità: l’autenticità io la vedo nelle cose che ho attorno: la montagna, sicuramente gli animali, che mi trasmettono questo senso di purezza e di autentico di cui parlavo prima. Montagna e animali sono i maestri da cui attingo per cercare di creare a mia volta armonia.

Riesco a fare il mio lavoro e vivere la mia vita in montagna grazie ai social. Ammetto che faccio fatica però ad usarli con regolarità perché è un mondo troppo spesso fatto di apparenza e in cui è anche difficile trovare le reali informazioni delle cose: tutto può essere falsificato, o essere frainteso. Sembra quasi tutto costruito un po’ ad hoc per i social. Però, allo stesso tempo, sono uno strumento utilissimo per comunicare, per potersi muovere e per lavorare anche in un posto simile.

moira franco

L’ambiente

Penso che di ambiente non se ne parli ancora tanto, o meglio, se ne parla tanto, ma lo si vive un po’ troppo poco. Ammetto che non so quanta fiducia ho nel fatto che le persone abbiano la forza di cambiare il proprio stile di vita. Perché bisogna ribaltare veramente quello che siamo stati fino ad ora, e dare un cambio netto. Alcuni piccoli gesti possono già essere utili ma siamo arrivati a un punto veramente estremo: bisogna fare dei cambi radicali e penso che i cambi radicali non arrivino mai dall’alto, o imposti. Serve che le persone lo sentano interiormente, e per sentirlo interiormente ci vuole un’educazione di base, che venga sia dalla famiglia che dalla scuola. Mi sembra, però, che per come è impostata la società, non sia così facile. Confido nei bambini, nei ragazzi, perché sono quelli che possono capire più facilmente. Credo che sia utile ma anche  bello vivere e riscoprire quei sapori autentici che ci sono qui: un valore che va dalle verdure raccolte dall’orto, l’odore della stufa, l’aria frizzante e pura, anche solo lo svegliarsi al mattino e guardare fuori dalla finestra.

Il futuro con gli occhi di un bambino

Ognuno ha un proprio tipo di natura: c’è chi è più adatto al mare, chi alla collina, o alla montagna. Ogni tipo di natura ha la sua diversa potenza. Io ho un bimbo piccolo e quando si sveglia al mattino la prima cosa che facciamo è guardare fuori e vedere il Monviso, salutare la montagna. Non è sempre semplice stare qui perché siamo isolati e vedo che lui invece ha voglia di conoscere altre persone. Per questo mi chiedo spesso quale sia l’alternativa migliore per lui, ma vedo il suo sorriso quando si sveglia e guarda le montagne, con i suoi occhi pieni di quello che ha intorno. È allora che penso che vivere qui sia proprio la scelta giusta.

Le foto sono di Michele Piazza

Il messaggio di Karma Clima parte e arriva a casa

È l’esperienza di una residenza, che è un viaggio, che è “nostro mizoun” come si dice in occitano, o semplicemente “ca nostra” per dirla in dialetto cuneese. 

Architettura di una canzone

Il processo di Karma Clima come rigenerazione umana.